Milano Flamenco Festival, il ballerino in “Bailaor@” supera il concetto di genere con un gioco di abiti "Mio padre voleva che ballassi in modo virile, senza roteare i polsi. Ma io ho fatto a modo mio...".Al centro dell’edizione numero 19 di Milano Flamenco Festival, che sotto la direzione di Maria Rosaria Mottola guarda sempre con sapienza ai modi nuovi di vivere l’universo iberico-folclorico tanto amato dal pubblico, stasera è di scena un artista che spicca per la sua personalità unica, Manuel Líñan, in “Bailaor@”, uno spettacolo oltre i generi e gli usi, rivoluzionario.
Manuel Líñan, Milano è pronta per accogliere una proposta di flamenco “diversa”, con la schwa?
"Sono venuto al festival qui molte volte, dal 2018 in poi, perché è un luogo internazionale, di scambi, ormai sento il pubblico di Milano molto familiare, affezionato".
C’è adesso un flamenco “alternativo”, con artisti come Israel Galván e Rocío Molina, consacrati alla Biennale di Venezia; che rapporto c’è con la tradizione del flamenco?
"Lavoriamo sul flamenco come lo sentiamo, come lo amiamo, il flamenco ha una tradizione ricchissima, ma è capace di sperimentare. Ora viviamo in un’epoca differente, più avanguardista".








