"Flamenco tradizionale e d'avanguardia, canto, ballo, chitarra, concerti di musica strumentale: il ventaglio di proposte della ventiquattresima edizione della Biennale del Flamenco è molto ampio con più di 70 spettacoli, 52 nuove produzioni e 22 prime assolute che nascono a Siviglia e poi gireranno il mondo".

Il direttore della Biennale Luis Ybarra non ha dubbi: per un mese, dal 9 settembre al 3 ottobre, Siviglia diventerà la capitale del flamenco, con spettacoli d'arte che si svolgeranno dal mattino alla notte in diversi spazi urbani, dai teatri alle chiese, dalle piazze ai giardini, dai locali (tablaos) ai cortili e ai monumenti. Il direttore sta presentando in tutto il mondo la 'sua' Biennale e Siviglia, la città che accoglie il festival e che lo vive in modo profondo, unico; lo fa anche a Roma, dove racconta lo spirito e l'importanza di una cultura fatta di ballo, canto, musica e moda che è diventata arte e patrimonio immateriale dell'Umanità. "L'arte del flamenco convive con naturalezza in contesti molto diversi tra loro ed è capace di dialogare con pubblici eterogenei - spiega Luis Ybarra - Il flamenco è presente in accademie, associazioni, peñas e festival in molte città del mondo ma la massima espressione la raggiunge in Andalusia, dove è nato, e nella Biennale di Siviglia che la rappresenta come un'arte sacra e popolare allo stesso tempo".