Se la bailaora prende a colpi di ventaglio il chitarrista siamo all’ironia. Se poi mastica una gomma e fa le bolle siamo al di là del bene e del male. Flamenco fuori dal folklore. Flamenco che scappa dalla tradizione, e riflette sulle proprie strutture. Lo si è visto al Teatro della Pergola a Firenze per lo spettacolo “Vuelta a uno” protagonista Rocìo Molina per il Festival Fabbrica Europa che ha in programma, sino al 12 ottobre in undici luoghi teatrali, oltre trentacinque spettacoli e chiama a raccolta un gran numero di performer di prima qualità.

Dunque flamenco come un linguaggio di danza contemporaneo, preciso, alla ricerca di nuove forme espressive e che intende costruire uno spettacolo che porti fuori dalla possibile ripetitività̀ di questa danza.

Un gruppo che annovera personalità come Israel Galvàn o Andrès Marin o Maria Pagès.

Che unisce al pop qualità speciali e raduna un popolo di amanti del genere alla Pergola. Per applaudire, appunto, Rocìo Molina che nel suo spettacolo si muove in una scena caratterizzata solamente da due pedane rosse. Niente armamentari tradizionali come la famigerata “bata de cola” la lunga coda a balze della tradizione. Addirittura in un tablao per turisti a Siviglia può capitare di assistere a uno spettacolo di “Flamenco puro” senza questi ammennicoli.