HomeBresciaCronacaPiazza della Loggia, in aula il socio di Delfino e tutti i suoi “non ricordo”Brescia, al processo per la strage hanno deposto i testimoni della difesa. E Angelino Papa, all’epoca ventenne, che si autoaccusò per la pressioneIl presidente Roberto SpanòRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciBrescia – È stata l’udienza dei “non ricordo” reiterati da parte degli ufficiali dell’epoca, e delle rievocazioni dolorose di chi dalla prima inchiesta sulla strage di piazza Loggia ebbe la vita distrutta.
Come Angelino Papa, nel 1974 ventenne, che arrivò ad autoaccusarsi, sfinito da interrogatori pressanti. Ma anche l’udienza in cui è rispuntata la Dyane azzurrina in uso agli ordinovisti veronesi per venire a Brescia. “Sì, me la ricordo quell’auto in città, dalle parti di viale Venezia e della pizzeria”, ha dichiarato Papa ieri in Assise, al processo a Roberto Zorzi, imputato di essere uno degli esecutori materiali della strage di Brescia. Per l’accusa su quella Dyane c’era spesso anche Zorzi. A deporre, ieri, i testi della difesa. L’ex maresciallo dei carabinieri Carlo Arli, maggiore in pensione, nel 1974 nel Nucleo investigativo diretto dal capitano Francesco Delfino, del quale era uno stretto collaboratore.








