Una rete sparsa su tutto il territorio: sono i 20 circoli rifugio dell’Arci, che dalla fine del 2022 hanno accolto più di 400 persone. Ieri nella sede Arci di Pietralata a Roma alcune di loro hanno raccontato storie ed esperienze personali, in vista della Giornata mondiale delle persone rifugiate del 20 giugno. Tra loro un ragazzo appena maggiorenne, arrivato dall’Afghanistan in Italia l’anno scorso, insieme alla madre. «La vita qui è stata piena di sorprese, l’accidevo ringraziare il corridoio umanitario per questo», ha spiegato.
La Rete è nata durante la pandemia Covid per accogliere le persone che erano in strada. Poi c’è stato l’allargamento alle persone che arrivavano da corridoi umanitari. Arci ha contribuito a quelli dall’Afghanistan e dalla Libia, grazie alla firma di due diversi protocolli ministeriali, rispettivamente nel 2021 e nel 2023. Il primo aveva come obiettivo quello di portare in Italia 200 persone, il secondo 300 nell’arco di tre anni. Tutte sono entrate nel sistema di accoglienza dei circoli rifugio, che si trovano in 13 diverse regioni italiane. Quelli di Genova, Roma e Viterbo hanno aiutato anche 13 persone dall’Egitto e 3 dalla Palestina, in seguito a due operazioni di evacuazione per cittadine e cittadini palestinesi.










