Dopo l’India, tocca alla Cina. Meno di due settimane dopo che lo aveva fatto Narendra Modi, anche Xi Jinping srotola il tappeto davanti a Min Aung Hlaing. Il generale golpista del Myanmar ha da poco abbandonato le cariche militari per assumere quella di presidente di un paese ancora dilaniato dalla guerra civile. Dopo le controverse elezioni prive di opposizione e la nomina giunta in parlamento, Min Aung Hlaing ha scelto l’India per il primo viaggio all’estero. Un riconoscimento di un legame che non si è mai reciso, nemmeno nei primi passi post colpo di stato del 1° febbraio 2021. Dalla Cina si amplifica però la legittimazione del regime birmano, con una visita che arriva proprio dopo la notizia della detenzione da parte delle autorità cinesi di Min Zin, un analista statunitense, noto per i suoi studi sulle relazioni tra Pechino e Naypyidaw.
Xi ha accolto ieri Min Aung Hlaing con tutti gli onori e, durante l’incontro, ha detto di voler rafforzare la cooperazione strategica. Al termine dei colloqui sono stati firmati 18 memorandum d’intesa che riguardano trasporti transfrontalieri, libero scambio, sanità, gestione delle calamità naturali e cooperazione mediatica. Al centro delle discussioni vi è stato soprattutto il rilancio del Corridoio Economico Cina-Myanmar, uno dei principali progetti della Belt and Road Initiative che collega la provincia cinese dello Yunnan alla costa del Golfo del Bengala attraverso una rete di infrastrutture, porti, ferrovie, strade, oleodotti e gasdotti. Molti di questi progetti hanno subito rallentamenti o sono rimasti bloccati negli ultimi anni a causa del conflitto.















