“Doctor Subtilis”. Camillo Ruini aveva un fisico sottile, così come la mente. Intelligenza politica raffinata, estrema capacità dialettica, stratega della Conferenza episcopale italiana (di cui è stato presidente dal 1991 al 2007), vicario del papa per la Diocesi di Roma. È stato talvolta paragonato al filosofo medievale scozzese Giovanni Duns Scoto che ebbe quel titolo che lo distingueva dagli altri due esponenti della Scolastica (Tommaso d’Aquino e San Bonaventura). Proprio il paragone con portò a Eugenio Scalfari a definire “Dottor Sottile“ Giuliano Amato, e nei reportage giornalistici lo stesso nomignolo raggiunse il cardinale Camillo Ruini.
Ruini non è stato un teologo e neppure un filosofo: ha applicato la sua maestria romagnola alla politica italiana dopo la fine della Guerra Fredda. Combattè alcune battaglie culturali - il “no” ai Dico, l'unione civile fra le coppie dello stesso sesso, o facendo fallire il referendum sulla procreazione assistita -, ma niente a che vedere con i culture warriors d’Oltre Oceano, dell’America alt-right. Tanto è vero che apprezzava Giorgia Meloni e non Donald Trump, commettendo un errore sostanziale di valutazione di entrambi i leader. Insomma un post Dc, rivisto e corretto. Con uno stile chiesastico e curiale, pur non essendo mai stato cooptato in Curia dove ai suoi tempi giganteggiava il segretario di Stato (italianissimo peraltro) Angelo Sodano. Insomma, se dovessimo usare l’immagine ripresa della Commedia dantesca, tra l’Inferno e il Paradiso, Ruini ha incarnato i toni poco attrattivi del Purgatorio, e il “ruinismo” divenne una vera e propria categoria dello spirito soprattutto per i commentatori politici. La società italiana, durante la sua lunga presenza, si è sempre più secolarizzata, nonostante i suoi appelli ai valori non negoziabili. Poichè non è riuscito a “vedere e leggere” la rapida trasformazione antropologica che si era compiuta nel nostro Paese - e che nessun ricorso ad atei devoti avrebbe potuto arrestare -, ma una nuova evangelizzazione di cui non fu protagonista.










