ROMA – Bmw ha rivisto al ribasso le previsioni finanziarie per il 2026 a causa del peggioramento del mercato cinese, non compensato dalla crescita in Europa e in Usa e degli effetti della crisi in Medio Oriente, che ha fatto aumentare più del previsto il prezzo dell’energia, aumentando i costi industriali e influenzando le scelte dei consumatori. E per l’accelerazione di un piano di riduzione dei costi che comporterà oneri straordinari già nella seconda metà dell’anno.

Per tutto questo Bmw prevede un secondo trimestre caratterizzato da un marcato calo dell’utile e del flusso di cassa rispetto allo stesso periodo del 2025.

“Abbiamo un forte slancio di prodotto: con la Neue Klasse porteremo sulle strade la più ampia e avanzata gamma Bmw della nostra storia nei prossimi due anni”, ha dichiarato il neo ceo, Milan Nedeljković, insediatosi da appena un mese. “Allo stesso tempo – ha aggiunto - dobbiamo adattare strutture e processi all’improvviso deterioramento delle condizioni di mercato. Velocità ed efficienza sono oggi fondamentali”.

La revisione delle previsioni, peraltro, è significativa. Bmw si attende ora consegne in lieve calo rispetto al 2025, mentre in precedenza prevedeva volumi stabili. Il margine operativo dell’automotive viene ridotto a una forbice compresa tra l’1% e il 3%, contro il precedente 4%-6%. Anche il rendimento del capitale investito (ROCE) scende, dal 6-10% previsto, a un intervallo dell’1-5%.