Chi diffonde disinformazione continua a guadagnare su Facebook anche dopo aver violato le regole della piattaforma, secondo un nuovo studio.
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What to Fix, un'organizzazione non profit che si occupa di politiche tecnologiche, e Raskrinkavanje, un'organizzazione bosniaca di fact-checking, hanno analizzato (fonte in inglese) oltre 290 pagine Facebook in Bosnia che uno dei partner di fact-checking di Meta aveva segnalato più di dieci volte per la diffusione di contenuti falsi.
Cinquantuno degli account segnalati dai fact-checker per aver promosso disinformazione almeno dieci volte «risultano avere una storia di iscrizione ad almeno un programma di monetizzazione di Facebook», ha scritto Raskrinkavanje nella sua analisi.
Tra questi account, uno su tre è riuscito a registrarsi a più di un canale di monetizzazione prima del 2024, quando Meta ha accorpato i vari flussi di entrate in un unico programma accessibile solo su invito.






