Gli account social collegati a tre persone sanzionate dall’Unione europea, per attività di ingerenza straniera filorussa, hanno continuato a mostrare degli strumenti di monetizzazione anche dopo l’adozione delle misure restrittive.

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A denunciarlo è un rapporto dell’organizzazione olandese no profit WHAT TO FIX, che punta il dito contro le piattaforme digitali e i loro sistemi di controllo.

L’indagine ha identificato 21 account riconducibili a Nathalie Yamb, Sylvain Afoua e Justin Tagouh su Facebook, Instagram, TikTok, YouTube e X, con una platea complessiva superiore ai quattro milioni di follower.

I tre sono stati sanzionati dall’UE nel 2025 con l’accusa di avere partecipato a operazioni di influenza filorussa rivolte al pubblico africano e di avere sostenuto campagne di manipolazione dell’informazione favorevoli al Cremlino.