"Abbiamo concluso il nostro accordo con l'Iran e dovrebbe avere successo. Ora passa a una seconda fase che penso sarà in realtà più facile". È la profezia di Donald Trump al G7 di Evian, dove assicura che Teheran si è impegnata "chiaramente a non sviluppare o acquistare l'arma nucleare" e che lo stretto di Hormuz "riaprirà pienamente" entro venerdì: il giorno in cui è attesa la firma ufficiale (dopo quella digitale) del memorandum da parte dei due capi negoziatori, il suo vice JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, nella cornice super blindata del Bürgenstock, resort a cinque stelle appollaiato sull'omonima montagna che sovrasta il lago di Lucerna, in Svizzera. Una data che farà scattare le lancette dei 60 giorni per arrivare a un accordo definitivo sulle questioni più cruciali, dal programma nucleare iraniano alla revoca delle sanzioni e allo scongelamento dei beni. Intanto Teheran annuncia che il blocco Usa di Hormuz è stato revocato prima della firma ufficiale, mentre il Wall Street Journal rivela che gli Stati Uniti consentiranno all'Iran di iniziare immediatamente a vendere petrolio nell'ambito dell'accordo raggiunto, con deroghe alle sanzioni sulle vendite di greggio che entreranno in vigore subito dopo la cerimonia di venerdì: notizie che hanno fatto abbassare ulteriormente il prezzo del petrolio, a nuovi minimi da tre mesi. Il tycoon approfitta del palcoscenico internazionale per spiegare e puntualizzare.