Nel quartiere berlinese di Berlin-Wedding, un ex stabilimento automobilistico sta cambiando volto.

La società della difesa Rheinmetall sta infatti riconvertendo progressivamente il sito per la produzione di componenti destinati alle munizioni. Dopo anni in cui l’impianto era dedicato all’industria dell’auto, oggi vi lavorano circa 350 operai e una parte della produzione militare è già stata avviata. Secondo quanto dichiarato dall’azienda a Euronews, lo stabilimento sarà pienamente operativo “a breve”.

La trasformazione non passa inosservata. Nel quartiere cresce la mobilitazione contro il progetto, guidata da attivisti come Möwe, una studentessa sedicenne che partecipa alla rete “Berliner Bündnis gegen Waffenproduktion”. Il gruppo, composto da circa trenta organizzazioni, si oppone alla presenza della fabbrica, temendo le implicazioni etiche e di sicurezza legate alla produzione bellica nel cuore della città.

"Significa che nel nostro quartiere si produce qualcosa con cui si uccidono persone. E questo può renderci, nel dubbio, un possibile obiettivo in caso di guerra", afferma la giovane attivista, che preferisce mantenere l’anonimato. La rete organizza incontri con i residenti, ma le reazioni sono contrastanti: alcuni cittadini non erano nemmeno a conoscenza della riconversione industriale, altri si sentono impotenti di fronte alle decisioni economiche e politiche in corso.