Nella controversia sulla definizione esatta di quali attrezzature militari tedesche fornite a Israele possano essere impiegate a Gaza – e dunque quali rientrino invece nel divieto di fornitura annunciato l’8 agosto scorso dal governo di Berlino, che in ogni caso non include sottomarini o altri armamenti difensivi -, la Renk AG starebbe valutando comunque un piano B. L’amministratore delegato dell’azienda, Alexander Sagel, ha dichiarato mercoledì 13 agosto al Financial Times che la società potrebbe trasferire la produzione delle trasmissioni per i carri armati israeliani negli Stati Uniti. L’azienda ritiene che la Germania abbia “la responsabilità di garantire che Israele possa mantenere la sua capacità deterrente”, ha affermato Sagel al Ft, su tutti i confini, al di fuori di Gaza.
Il gruppo Renk ha sede ad Augusta in Baviera e gestisce undici stabilimenti produttivi in Germania, Stati Uniti, Svizzera, Gran Bretagna, Francia e India, nell’ambito di una rete di 20 sedi di produzione, assistenza tecnica e manutenzione in tutto il mondo. Nel 2024 ha realizzato un fatturato di 1,14 miliardi di euro. L’azienda produce soprattutto trasmissioni per carri armati, ma opera anche nel settore civile. Tuttavia, il settore della difesa rimane il punto forte del gruppo. Sagel non ha specificato al Ft quanti pezzi debbano ancora essere forniti a Israele. Trattandosi dell’integrale spostamento della produzione in uno stabilimento all’estero, l’azienda di Augusta ritiene, evidentemente, di poter eludere le sanzioni. Al momento della pubblicazione, la società non ha fornito altri chiarimenti.






