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Il governo tedesco ha annunciato venerdì che smetterà di autorizzare l’esportazione in Israele di armi che potrebbero essere usate nella Striscia di Gaza, citando tra le ragioni l’approvazione da parte del governo israeliano di un piano per occupare militarmente la città di Gaza. La sospensione include anche altri materiali e attrezzature di uso militare. Le esportazioni di armi potranno proseguire se secondo il governo tedesco non rischiano di essere usate nella Striscia di Gaza, ma non si sa in base a quali elementi verrà valutata questa possibilità.
Non è il primo paese europeo ad annunciare una misura simile (negli ultimi due anni lo hanno già fatto in misura diversa la Spagna, il Regno Unito e la Slovenia, fra gli altri), ma è una decisione notevole perché la Germania è la seconda esportatrice di armi verso Israele, dopo gli Stati Uniti. I governi tedeschi, inoltre, sono sempre stati molto vicini a Israele, per ragioni storiche, e hanno spesso evitato di criticarne l’operato. Questo sostegno quasi incondizionato durato decenni aveva iniziato a diminuire già nei mesi scorsi.
Il governo tedesco ha detto di sostenere la campagna di Israele contro Hamas e per la liberazione degli ostaggi ancora detenuti nella Striscia di Gaza, ma che la priorità devono essere i negoziati per un cessate il fuoco. Secondo il governo, il piano israeliano per occupare la città di Gaza rende questo obiettivo meno raggiungibile. Nel comunicato con cui è stata annunciata la decisione viene inoltre richiesto a Israele di aumentare la quantità di aiuti consegnati alla popolazione della Striscia di Gaza e di non prendere decisioni che potrebbero portare all’annessione della Cisgiordania, l’altro territorio, oltre alla Striscia, governato in maniera parziale da autorità palestinesi. Da tempo il governo israeliano favorisce l’insediamento in Cisgiordania di coloni israeliani, illegale secondo il diritto internazionale.













