BERLINO - Il miracolo è che ci abbiamo messo quattordici mesi. Di questi tempi, in Germania nessuno ci avrebbe scommesso un euro. Neanche i dipendenti e gli ingegneri: quando gli è stato detto che il governo tedesco avrebbe investito e che occorreva tirare su una fabbrica di munizioni il più in fretta possibile, hanno chiesto almeno tre anni. Invece no. E allora, in questa attesa inaugurazione — dove la lista degli invitati speciali è rimasta «coperta» fino al mattino — ecco fare il loro ingresso in sala un corteo di potentissimi. Il boss della Rheinmetall, Armin Papperger – il più importante produttore d’armi d’Europa, il nemico giurato di Putin; il vicecancelliere tedesco, Lars Klingbeil, il ministro della Difesa Boris Pistorius, il segretario generale della Nato Mark Rutte. E dietro altri dignitari, dal presidente bulgaro Rumen Radev al premier rumeno Ilie Bolojan, poi ambasciatori, generali, autorità. Quasi tutti uomini, tutti venuti a vedere questo gioiellino, questo segno dei tempi e del ritorno della Germania, la sua Zeitenwende, svolta epocale. Si inaugura la più grande fabbrica di munizioni in Europa. A regime, nel 2027, produrrà 350mila proiettili d’artiglieria all’anno.
Rheinmetall, la ditta tedesca di munizioni costruita e aperta in 14 mesi: «La Nato diventi più europea»
L'inaugurazione con il segretario dell'Alleanza Atlantica, è la più grande fabbrica di munizioni in Europa. A regime, nel 2027, produrrà 350mila proiettili d’artiglieria all’anno







