Tutti assolti. Si è concluso così il procedimento per traffico di influenze illecite (la velocizzazione di una pratica al Comune in cambio di un’assunzione), e usura, davanti ai giudici della seconda sezione penale, che per il primo reato coinvolgeva in concorso l’ex presidente del consiglio comunale di Messina Emilia Barrile e i dirigenti dello Giomi, l’Istituto ortopedico del Mezzogiorno, e per la vicenda dell’usura il 54enne Salvatore Bonaffini (questa seconda tranche, che non ha niente a che vedere con la prima, è emersa durante le indagini per alcune intercettazioni captate dagli investigatori, ed è stata poi riunita al procedimento sul traffico di influenze).Nel procedimento per la prima vicenda, che risale al 2018, oltre alla Barrile, che è assistita dall’avvocato Salvatore Silvestro, erano coinvolti l’allora presidente Emmanuel Miraglia, che nel frattempo è deceduto, e i dirigenti Giovanni De Tuzza e Valerio Luca Radicati, assistiti dagli avvocati Nicola Giacobbe e Nino Favazzo. Per tutti loro i giudici hanno deciso l'assoluzione: per il troncone del traffico di influenze illecite che riguardava Barile, Miraglia (dichiarata la “morte del reo”), De Tuzza e Radicati con la formula “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”, per il caso d'usura che riguardava Bonaffini, che è stato assistiti dagli avvocati Nunzio Rosso e Dario Cocivera, con la formula “perché il fatto non sussiste”.All'udienza scorsa, il 3 aprile scorso, la pm Alice Parialò a conclusione della sua requisitoria aveva chiesto l’assoluzione, anche alla luce dei cambiamenti che ha registrato negli ultimi mesi la fattispecie di reato che veniva contestata, ovvero il Traffico di influenze illecite, che è stata in pratica “cancellata” dal codice penale. Mentre per la vicenda della presunta usura contestata a Bonaffini, che si riferiva secondo l'accusa iniziale ad un episodio del 2017 con un prestito alla vittima di 2mila euro che sarebbe stato poi “gonfiato” con gli interessi fino a 4mila euro in 40 giorni, la pm aveva chiesto la sua condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione.