L’oceano si sta scaldando ed è colpa di El Niño, che è tornato in azione. Le immagini satellitari pubblicate dall’Agenzia spaziale europea segnano il chiaro aumento delle temperature nelle acque superficiali del Pacifico tropicale, chiaro indicatore dell’attivazione della corrente oceanica, potente motore climatico globale.El Niño è una corrente oceanica periodica, ed ha il suo opposto ne La Niña. Si chiama Enso (El Niño Southern Oscillation) l’oscillazione dovuta all’insieme delle due correnti, un sistema di interazione tra oceano e atmosfera che è capace di influenzare il clima su scala planetaria.E viste dallo Spazio, queste variazioni, anche minime, della temperatura del mare diventano chiare informazioni di previsione per le conseguenze climatiche de El Niño: alterazione delle precipitazioni, ondate di calore e siccità intensificate, come all’opposto piogge estreme e inondazioni. L’impressione è giusta: questi effetti climatici di fatto amplificano il cambiamento climatico in corso.“Le misurazioni della temperatura della superficie del mare effettuate da missioni satellitari come Copernicus Sentinel-3”, si legge sul sito Esa, “sono fondamentali per tenere sotto controllo i cambiamenti della temperatura della superficie del mare”. Le immagini satellitari del Pacifico “in rosso” sono rilevate da Sentinel 3, grazie al suo radiometro per la temperatura della superficie del mare e della terra, capace di misurare ogni giorno la temperatura globale della superficie del mare, e per quel che conta anche quella della superficie terrestre, con una precisione superiore a 0,3 K, fornendo dati fondamentali per monitorare l’evoluzione delle condizioni oceaniche.Man mano che l’acqua del mare si riscalda si espande, contribuendo all’innalzamento del livello del mare. Anche in questo caso, le misurazioni di Copernicus Sentinel-3, con il suo altimetro radar ad apertura sintetica, forniscono informazioni fondamentali per la salvaguardia delle coste. Le osservazioni satellitari dell’ESA e delle missioni Copernicus Sentinel consentono di monitorare in tempo reale queste dinamiche, mostrando come il Pacifico sia uno dei principali regolatori del clima terrestre. Comprendere l’evoluzione di El Niño e il possibile successivo passaggio a La Niña è fondamentale per prevedere gli impatti futuri sugli equilibri atmosferici e sugli eventi meteorologici estremi a livello globale. Farà quindi ancora più caldo, la colpa sarà di El Nino, sperando che le conseguenze si fermino a qualche grado di termostato in più.