Parigi. Al G7 di Évian-les-Bains, la riunione delle sette grandi economie mondiali in corso nella città termale al confine con la Svizzera, il principale obiettivo del presidente francese Emmanuel Macron è quello di mantenere il suo omologo americano Donald Trump agganciato al dossier della guerra in Ucraina e costruire un’azione coordinata per aumentare la pressione economica e militare sul Cremlino, senza trascurare la crisi energetica innescata dalla guerra in Iran. Il raggiungimento dell’obiettivo, per ora, sembra un’ipotesi realistica. Ieri, durante il bilaterale con l’inquilino dell’Eliseo, il tycoon ha affermato infatti che Washington tornerà a concentrarsi sul dossier ucraino dopo avere concluso un accordo quadro con l’Iran. “Ora che questa vicenda (l’Iran, ndr) è finita, ci concentreremo su quella”, ha dichiarato il presidente statunitense. Le sue parole sono state accolte con favore dalle cancellerie europee, dove cresceva l’ansia che Kyiv fosse scivolata in secondo piano nell’agenda di Washington, a causa della campagna militare contro l’Iran durata tre mesi e mezzo. “È in questo modo che la diplomazia porta i suoi frutti”, ha scritto su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che si è “congratulata” con Trump a Évian per l’accordo raggiunto con l'Iran. “Siamo entrambi d’accordo che tutto questo deve significare la fine definitiva del programma nucleare iraniano. Lo Stretto riaprirà. I prezzi del petrolio sono in calo”, ha aggiunto Von der Leyen.Oggi, a Évian, è atterrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che, su invito di Macron, ha partecipato alla sessione di lavoro intitolata “Come costruire la pace e la sicurezza per l’Ucraina e l’Europa”. Dalla sessione sull’Ucraina sono emersi “tre elementi molto chiari”, a partire da un “G7 molto compatto” con un “messaggio di unità del gruppo a sostegno di Zelensky”, hanno riferito fonti diplomatiche italiane. Il secondo elemento di intesa è il rafforzamento del “sostegno energetico e in materia di difesa aerea” a Kyiv, il terzo è “continuare e se possibile aumentare” la pressione su Mosca, che continua a “sembrare non disponibile a sedersi al tavolo del negoziato” come mostrano i “bombardamenti di ieri”.Secondo quanto rivelato dal Kyiv Independent, prima della sessione di lavoro sull’Ucraina, si è svolto un trilaterale tra Zelensky, Trump e Macron. Quello tra il leader di Kyiv e l’inquilino della Casa Bianca è stato il primo colloquio da più di quattro mesi. Durante l’incontro, Zelensky ha mostrato a Trump alcune fotografie dei danni subiti dalla cattedrale della Dormizione del monastero di Kyiv-Pechersk Lavra in seguito al recente attacco russo. E secondo una fonte a conoscenza dei colloqui, Trump era visibilmente scosso dalla distruzione, “sembrava commosso” dalle immagini. Durante l’incontro con Trump, Zelensky ha chiesto al presidente americano di concedere all’Ucraina la licenza per costruire sistemi di difesa Patriot, missili che attualmente sono “di esclusiva” degli Usa. Dopo il colloquio, Zelensky si è detto “molto fiducioso” sul fatto che gli Stati Uniti possano “aiutare con i missili” la difesa di Kyiv, ribadendo che l’Ucraina ha bisogno che Washington eserciti una maggiore pressione sulla Russia, perché “Trump può farlo, forse solo lui può”. Zelensky ha auspicato anche che l’Ue costruisca un “sistema antimissile europeo”, perché “altrimenti non ne avremo (tutti) a sufficienza”. L’inquilino della Casa Bianca ha dichiarato ai giornalisti che “la Russia dovrebbe raggiungere un accordo”, confermando di aver avuto un “ottimo dialogo” con Zelensky e che lo incontrerà di nuovo nel tardo pomeriggio. “La Russia ha perso un numero enorme di persone, e lo stesso vale per l’Ucraina”, ha sottolineato il presidente americano, prima di aggiungere: “Il mese scorso hanno perso 35.000 soldati in totale. In media perdevano 25.000 persone al mese, per lo più soldati, giovani, è pazzesco quello che sta succedendo lì. Ma abbiamo avuto un incontro, e vedremo… Ho parlato con il presidente Putin domenica”.Secondo quanto riferito da una fonte diplomatica francese, i leader del G7 hanno concordato di aumentare la pressione sulla Russia affinché ponga fine alla guerra contro l’Ucraina attraverso ulteriori sanzioni energetiche. “I leader hanno deciso oggi di aumentare la pressione sulla Russia attraverso sanzioni sul gas e sul petrolio” ha dichiarato la fonte, perché gli idrocarburi sono la principale fonte di finanziamento per lo sforzo bellico russo in Ucraina. L’indiscrezione è stata confermata poco dopo dallo stesso Trump, secondo cui “presto” verranno reintrodotte le sanzioni al petrolio russo. “Potremo farlo perché ora il petrolio scorre. Abbiamo sospeso alcune sanzioni perché ovviamente non volevamo penalizzare gli Stati Uniti, ma saremo presto in grado di reintrodurle”, ha assicurato il tycoon. Sull’ipotesi di una data di ripresa dei negoziati con la Russia con la mediazione degli Stati Uniti, Zelensky ha affermato che l’organizzazione di tali discussioni è “molto difficile”. Il leader di Kyiv ha ricordato che avrebbe voluto cogliere l’opportunità del G7 per incontrare Putin, ma che la Russia non era d’accordo. Quanto alla replica di Mosca, che ha proposto a Zelensky di incontrare Putin nella capitale russa, il presidente ucraino ha affermato che l’Ucraina “non partecipa a questi giochetti”, ma che un incontro può svolgersi in un paese neutrale. “Si potrebbe fare in Svizzera, in Turchia, in un paese del medio Oriente”, ha dichiarato Zelensky, ma Putin “non vuole mettere fine alla guerra”.Sul dossier iraniano, Trump, a margine del G7, si è detto favorevole all’idea di sottoporre l’accordo con l’Iran al Congresso Usa, affermando che terrà una conferenza stampa per leggere il testo preciso dell’accordo di cessate il fuoco tra Washington e Teheran, “perché è un documento molto importante”. “Non solo lo pubblicherò, ma probabilmente terrò una conferenza stampa e ve lo leggerò parola per parola” ha promesso Trump, precisando che lo Stretto di Hormuz “sarà aperto senza pedaggi, completamente, non solo per 60 giorni”.In mattinata, prima dell’inizio della sessione sull’Ucraina, è scoppiata anche la prima polemica di questo G7, con protagonista il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Quest’ultimo ha regalato a Trump una maglietta della nazionale tedesca col suo nome e il numero 47 in occasione del suo ottantesimo compleanno: un riferimento al fatto che Trump è il 47esimo presidente degli Stati Uniti, oltre al richiamo alla Coppa del Mondo di calcio attualmente in corso in Usa, Canada e Messico. Ma il regalo di Merz all’inquilino della Casa Bianca ha suscitato reazioni indignate in Germania. Wolfgang Kubicki, leader della Fdp, ha definito l’iniziativa poco ponderata, criticando quello che ha descritto come un approccio incoerente nei rapporti con Washington e con lo stesso Trump. Secondo Kubicki, oscillare tra “toni didascalici e atteggiamenti di compiacenza” non rafforza né la credibilità, né l’influenza della Germania sulla scena internazionale. Tra la premier italiana Giorgia Meloni e Trump c’è stato invece un “incontro di chiarimento” al margine del G7, senza “battute né scherzi”, hanno riferito fonti diplomatiche italiane. Non ci sono stati focus su singoli aspetti ma si è trattato di un “utile scambio” nel corso del quale Meloni ha ribadito “quel principio di unità dell’occidente che è assolutamente necessario in questo momento di grandi crisi internazionali”, principio chiarito “da entrambe le parti”. Nei momenti di pausa, forse già nel pomeriggio, “ci saranno occasioni di approfondire ulteriormente”, hanno aggiunto le fonti italiane.
Al G7 Macron riporta l'attenzione di Trump sull’Ucraina: torna la pressione su Putin
Il presidente francese tiene un trilaterale con Zelensky e il capo della Casa Bianca, che promette di tornare a concentrarsi sulla guerra in Europa, a partire dall'introduzione di nuove sanzioni energetiche. Il "chiarimento" di Meloni e il regalo di Merz al presidente americano, che fa storcere il naso alla Fdp











