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Sergio Donato

La procedura non dovrà essere nascosta tra le condizioni di vendita. Il consumatore potrà esercitare il diritto senza affidarsi soltanto all’assistenza, ecco perché si parla di “pulsante di recesso”

Dal 19 giugno 2026, chi vende prodotti o servizi tramite un sito o un'app a consumatori in Italia deve mettere a disposizione una funzione digitale dedicata per esercitare il diritto di recesso, quando previsto. Non basta più indicare soltanto un indirizzo e-mail nelle condizioni generali. Non basta allegare un modulo PDF scaricabile. Questi strumenti restano utilizzabili, ma se l'acquisto si conclude online anche il recesso deve potersi esercitare online, con un percorso trasparente e tracciabile.

L'obbligo può riguardare e-commerce, venditori di servizi in abbonamento, consulenti, creator, artigiani e qualsiasi altra figura che stipuli contratti a distanza con consumatori finali, a prescindere dal fatturato. Anche i marketplace possono essere coinvolti, in base al ruolo assunto nella vendita e al soggetto con cui il consumatore conclude effettivamente il contratto.