Il thriller di fantascienza Disclosure Day di Steven Spielberg si sta rivelando un successo al botteghino, con un debutto da 93 milioni di dollari a livello globale.
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Il film segna il ritorno del celebre regista al tema del contatto tra esseri umani e vita extraterrestre, concentrandosi su una missione di denuncia per smascherare una cospirazione governativa riguardo a presunti alieni in visita sulla Terra.
Pur essendo sulla buona strada per diventare negli Stati Uniti il film originale di maggior successo del regista, che ha 79 anni, le reazioni sono state contrastanti.
Noi stessi siamo combattuti. Da un lato la sceneggiatura irregolare mina gli sforzi di Spielberg e il terzo atto scivola nella parodia più sdolcinata. Dall’altro, Disclosure Day è l’ennesima prova che pochi registi sanno bilanciare intrattenimento adrenalinico e cinema di prestigio come Spielberg. Inoltre, in un mondo che lotta contro un cinismo dilagante e contro le correnti di pensiero alla Elon Musk, secondo cui l’empatia è una debolezza, sembra fondamentale – oggi più che mai – ricordare che comunicazione e compassione restano il nostro «vantaggio evolutivo».














