Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDisclosure day, il nuovo film di Steven Spielberg uscito in sala dal 10 giugno, è costato 115 milioni di dollari. È il sesto film più costoso della straordinaria carriera del regista americano. Ma, possiamo già anticiparlo, non entrerà probabilmente neppure nella top 10 dei suoi film più di successo, essendo un lungometraggio (145 minuti) sugli alieni ma nel quale gli alieni non si vedono praticamente mai, molto parlato e anche un po’ noioso, almeno per gli standard ai quali ci ha abituati Spielberg. Emily Blunt e Josh O'Connor in Disclosure day

Il rischio di aspettative disattese

D’altronde capita che il marketing di una pellicola decida di concentrarsi su un aspetto promozionale, creando però aspettative deluse: Marthy Supreme, ad esempio, era stato venduto come un film sullo sport e il ping pong, e invece di ping pong c’era quasi nulla, e per due ore e mezza si doveva semplicemente sopportare un Timothée Chalamet nevrotico che urlava di continuo.

Nuova prospettiva sul mondo alieno

Di sicuro con Disclosure day siamo più vicini alle atmosfere di Incontri ravvicinati del terzo tipo (306 milioni di dollari al botteghino mondiale del 1977) e di E.T. (793 milioni di dollari nel 1982) piuttosto che a quelle con alieni cattivissimi della Guerra dei mondi (604 milioni di incassi nel 2005). E sembra quasi che Spielberg, 80 anni a dicembre, voglia un po’ chiudere il cerchio nella sua esplorazione sul mondo alieno: gli extra-terrestri si presentano sotto forma di animali per non turbare gli umani, e ritengono l’empatia la qualità massima nei rapporti. Speriamo sia così.