Genova – Nella mattinata di martedì, nelle adiacenze della pressa ex Siac di Campi, è andato in scena il ricordo della deportazione dei millecinquecento operai delle fabbriche del Ponente genovese, avvenuta proprio il 16 giugno del 1944. Una delle rappresaglie più dure messe in atto durante l'occupazione nazifascista nel Nord e Centro Italia.
Il ricordo della deportazione di 1500 operai durante il nazifascismo a Genova, la cerimonia
Al termine della cerimonia commemorativa è stata deposta una corona presso il monumento celebrativo. L'iniziativa è stata promossa dalla Camera del Lavoro di Genova, dall'Anpi e dall'Associazione "16 Giugno 44", nel luogo simbolo di una vicenda che segnò profondamente la storia del movimento operaio genovese. A essere colpite furono in particolare quattro delle fabbriche più attive nelle agitazioni e negli scioperi dei mesi precedenti: la Siac di Campi, il Cantiere Ansaldo, la San Giorgio e la Piaggio di Sestri Ponente.
Il 16 giugno del 1944 rappresenta una delle date più drammatiche della Resistenza genovese. In risposta alle mobilitazioni operaie e alle attività antifasciste che si stavano sviluppando nelle fabbriche cittadine, le autorità nazifasciste organizzarono una vasta operazione repressiva che portò all'arresto e alla deportazione di millecinquecento lavoratori. A ottantadue anni di distanza, il ricordo di quella tragedia continua a essere tramandato attraverso le testimonianze dei familiari e l'impegno delle associazioni che custodiscono la memoria di quegli eventi. «È un onore essere qui a commemorare questa giornata ed è importante non dimenticare quanto accaduto in passato, con la forte repressione del regime nazifascista nei confronti degli operai del Ponente genovese», ricorda Simona Nieddu della Cgil Genova durante la cerimonia.








