Maria Elena Delia è uno dei volti della Flotilla per Gaza, la portavoce italiana, la prof torinese di fisica che viene dalla lunga storia dei tentativi di raggiungere in barca la Striscia palestinese fin da quello che riuscì, nel 2008, a Vittorio Arrigoni. Il suo libro – Global Sumud Flotilla – La storia siete voi, Ponte alle Grazie, 304 pagine, prefazione di Ilan Pappé, in libreria dal 19 giugno (parte del ricavato sarà devoluto alle famiglie dei giornalisti uccisi a Gaza) – parte da lui, Vik, che nella Striscia perse la vita. Racconta la missione del 2025 e finisce con quella, più recente, degli abbordaggi a ovest di Creta, della deportazione di Thiago Ávila e Saif Abukeshek e delle violenze esibite dal ministro israeliano Itamar Ben Gvir al porto di Ashdod, che hanno riacceso per un po’ anche in Europa le luci su Gaza. Delia racconta i volti, le storie e le pratiche di un movimento che è già un’organizzazione mondiale e tornerà a navigare nel Mediterraneo. Abbiamo scelto una parte del primo capitolo: la riunione a Tunisi, nell’agosto 2025, quando per la prima voltasi ritrovano tutti insieme a discutere e poi a presentare la missione politico-umanitaria più ambiziosa mai organizzata via mare fino a quel momento. (Alessandro Mantovani)
Laptop, magliette heavy metal e simulazione di risposte ad abbordaggi e interrogatori: così è nata la Flotilla 2025
Maria Elena Delia è uno dei volti della Flotilla per Gaza, la portavoce italiana, la prof torinese di fisica che viene dalla lunga storia dei tentativi di ra...







