di
Chiara Sandrucci
La portavoce italiana della missione su un 12 metri insegna matematica e scienze alle medie: «Colleghi, ragazzi e famiglie, abbiamo tanto sostegno. La paura? Essere fermati da Israele in acque internazionali»
Insegna matematica e scienze in una scuola media di Torino di cui preferisce non fare il nome, ma da sempre è vicina al popolo palestinese. Così vicina da essere la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla in partenza per Gaza. Maria Elena Delia, torinese di 55 anni, risponde al telefono dalla barca «Morgana» ancorata a Portopalo, all’estremo sud della Sicilia, da dove stamattina alle 10 è in programma l’inizio della lunga traversata. Una quarantina di piccole barche a vela con 600 persone a bordo, 165 dall’Italia, per aprire un corridoio umanitario.
I suoi alunni sanno perché non è in classe?«Sì certo, ho preso un’aspettativa non retribuita di qualche settimana e i colleghi hanno raccontato in classe quel che succede. Sono di ruolo da tre anni in questa scuola, tutti sanno perché non ci sono e devo dire che sono molto commossa perché ho ricevuto mail anche dalle famiglie, anche da chi ha finito l’anno scorso. Mi ringraziano, si congratulano, mi seguono».








