I feriti italiani di Crans-Montana promossi grazie ai piani personalizzati, mentre in Svizzera serpeggia l'ombra delle bocciature: la rabbia dei genitori in chat per l’ennesima beffa a ragazzi che stanno vivendo un dramma che ha stravolto le loro vite

@TonyTruant01/X

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Il retroscena emerso sulle chat e il silenzio del Canton VaudLa risposta italiana tra piani personalizzati e solidarietàUna beffa disumana tra burocrazia e fatture mediche

A poco più di cinque mesi e mezzo dalla drammatica notte di Capodanno, le ferite fisiche e psicologiche dei sopravvissuti all’inferno del locale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, continuano a bruciare. La tragedia costata la vita a 42 persone rischia ora di trascinarsi dietro un’appendice burocratica spietata, che sta spaccando in due i percorsi di rinascita dei giovani coinvolti. Da una parte si posiziona il modello scolastico italiano, flessibile e votato all’inclusione terapeutica; dall’altra emerge la rigorosa rigidità elvetica, ancorata a norme confederali che non sembrano ammettere deroghe, nemmeno di fronte a un dramma di portata internazionale.