Gli istituti scolastici della Svizzera hanno deciso di bocciare tutti gli studenti rimasti feriti nel tragico rogo di Crans-Montana, a causa delle troppe assenze accumulate a scuola durante i mesi di degenza, scatenando la dura reazione dei genitori. Al contrario, tutti i sopravvissuti italiani sono stati promossi grazie a percorsi personalizzati e lezioni a distanza.
Crans-Montana, bocciati i feriti svizzeri
Le accuse delle famiglie
Promossi a scuola tutti i feriti italiani
Crans-Montana, bocciati i feriti svizzeriL’anno scolastico si chiude con una decisione che riapre la ferita della tragedia di Crans-Montana, il rogo di Capodanno avvenuto al bar “Le Constellation”, costato la vita a 41 persone.Al termine dell’anno scolastico, gli istituti elvetici hanno stabilito che tutti i ragazzi svizzeri rimasti gravemente feriti nell’incendio venissero bocciati.ANSACrans-Montana, l'interno del bar La scelta, stando a quanto riferito dalle famiglie, è stata motivata formalmente dalle direzioni didattiche con l’impossibilità di equiparare le valutazioni di chi ha frequentato le lezioni con regolarità per tutti i mesi dell’anno rispetto a chi, a causa dei lunghi e dolorosi ricoveri ospedalieri, ha potuto seguire i programmi soltanto fino a dicembre.Le accuse delle famiglieIl provvedimento ha sollevato un’ondata di aspre critiche e sdegno, rimbalzando immediatamente all’interno della chat di gruppo che unisce i familiari delle giovani vittime italiane, francesi e svizzere.I genitori italiani hanno espresso totale solidarietà ai colleghi d’oltreconfine, definendo la decisione del sistema scolastico svizzero come un atto di freddezza inaccettabile e una dimostrazione di totale mancanza d’umanità.







