L’imprevisto è un evento inaspettato che arriva senza preavviso. La nazionale di calcio spagnola ha dovuto farci i conti già nella sua partita d’esordio ai Mondiali 2026. Per loro l’imprevisto è stato il pareggio per 0-0 con Capo Verde; in particolare l’evento inaspettato si può personificare in un singolo individuo: Josimar José Évora Dias, il portiere della nazionale capoverdiana conosciuto come Vozinha.

Un pareggio storico per la nazionale di un arcipelago africano situato nell’Oceano Atlantico centrale, alla sua prima e storica partecipazione ai mondiali. Forse ci si aspettava una goleada, ma il portiere quarantenne non aveva la stessa idea. Sembra che volesse ritirarsi prima del torneo, ma i compagni lo hanno convinto a vivere il sogno dei Mondiali. Di mestiere fa anche il dentista, la sua carriera calcistica invece è stata itinerante: Angola, Moldova, Cipro, Slovacchia, fino ad arrivare alla seconda serie portoghese, dove gioca attualmente. Coi suoi guantoni ha bloccato ogni tentativo di segnare da parte dei calciatori spagnoli, portando a termine una vera e propria impresa.

La storia dietro al suo soprannome è molto particolare. Cresciuto sull’isola di São Vicente, a Capo Verde, all’epoca viveva con i nonni; i genitori non potevano badare a lui: il padre era impegnato nel servizio militare e la madre doveva lavorare per mantenere la famiglia. Ha passato la sua infanzia per strada, a giocare a calcio con i ragazzi più grandi di lui. Già molto bravo con la palla, col suo carattere ribelle e competitivo ha sempre odiato perdere.