Atlanta (USA), 16 giugno 2026 – Dopo l’inaspettato pareggio a reti bianche della Spagna campione d’Europa contro la nazionale di Capo Verde all’esordio in un Mondiale, è letteralmente esplosa nelle ultime ore la Vozinha-mania. Il portiere 40enne in forza al Chaves, squadra di seconda serie portoghese, si è reso super protagonista dell’incontro parando sette conclusioni verso la sua porta e contribuendo fortemente a regalare al suo popolo un giorno indimenticabile. Grazie a questa prestazione più che positiva la fama dell’estremo difensore è schizzata alle stelle: se prima del torneo Vozinha contava 45mila follower su Instagram, nemmeno 24 ore dopo ne registra quasi 8 milioni (un dato in continua crescita). Giusto per dare un’idea, il numero uno di una nazionale di prima fascia come l’Inghilterra, Jordan Pickford, si ferma ad 1,6 milioni di followers. A prescindere dai social, tuttavia, la prestazione di Vozinha sembra essere una di quelle destinate ad essere ricordate a lungo.
Chi è Vozinha
Josimar José Evora Dias, meglio conosciuto come Vozinha, è nato il 3 giugno 1986 a Mindelo, principale centro abitato dell’arcipelago africano di Capo Verde. Cresciuto dai propri nonni, che gli hanno attribuito da bambino il soprannome ‘Vozinha’ (tradotto in maniera approssimativa con ‘voce’), il portiere eroe della gara di Atlanta ha iniziato a giocare a calcio nella realtà locale del Batuque, squadra della sua città. Dopo alcune stagioni trascorse tra Capo Verde e Angola, l’approdo in Europa arrivò nel 2015 per via del suo acquisto da parte dei moldavi dello Zimbru Cisinau. Inizia qui il suo percorso nel Vecchio Continente, che lo vedrà vestire le maglie, nell’ordine, dei portoghesi del Gil Vicente, al tempo in seconda serie, dei ciprioti dell’Ael Limassol, degli slovacchi del Troncin e dei portoghesi del Chaves, di cui difende i pali dall’estate del 2024. Una carriera ricca di sacrifici e di gavetta per Vozinha, che si è ritagliato alla veneranda età di 40 anni il proprio spazio nel calcio e che si sta godendo queste ore senza tuttavia mai dimenticare le proprie origini. Al termine della partita contro la Spagna l’estremo difensore, in lacrime e con il meritato premio di MVP in mano, si è lasciato andare ad un commovente discorso: “Ho pianto perché sono cresciuto con i miei nonni e loro non potevano essere qui. Sono morti - ha dichiarato a una tv brasiliana -. Anche mia madre non è potuta venire per un problema di visto e per i soldi che avremmo dovuto spendere. Non siamo riusciti a organizzare tutto in tempo”. Vozinha durante il match con la Spagna (Ansa)










