L'Editoriale

Martedì 16 Giugno 2026

ITALIA. I lavori nel cantiere del cosiddetto «campo largo» fervono da mesi, ma l’impressione è che, nonostante il viavai di operai e la quantità di materiali scaricati a terra, si faccia un’enorme fatica a dare una forma compiuta e stabile alla sua architettura.

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Il problema, che si trascina dietro le scorie di anni di identità frammentate, non è soltanto di natura condominiale. Non si tratta, cioè, unicamente di decidere se l’edificio debba essere progettato intorno alla leadership del partito democratico, forza di maggioranza relativa della coalizione, o se debba concedere il diritto di veto e ampi spazi di manovra al socio minore, ma sempre ingombrante, del Movimento 5 Stelle. La vera sfida, quella da cui dipende il futuro dell’alternativa in Italia, è ben più seria: definire un programma comune che permetta all’alleanza di fare un decisivo salto di qualità. Passare dallo status di opposizione reattiva e combattiva, non sempre in modo pertinente, a quello di credibile forza di governo per il futuro.