La mega Ipo da 75 miliardi di raccolta di SpaceX la scorsa settimana ha avuto effetti deflagranti sul settore della space economy quotato a Wall Street. Dal punto di vista della meccanica celeste, l’introduzione di un corpo di massa sufficientemente grande in una regione di spazio può alterare il potenziale gravitazionale locale e modificare la struttura delle orbite stabili: vale a dire i corpi meno massicci possono entrare in risonanza orbitale, subire un cambio di traiettoria gravitazionale o essere espulsi dal sistema. La stessa cosa è capitata a quelle società che in qualche modo operano negli stessi ambiti del gruppo di Elon Musk e che da qualche tempo sono quotati a New York. Hanno dovuto farsi da parte per il passaggio del nuovo corpo celeste. Così in un sol giorno le variazioni negative sono andate dal 10% al 30%.

Rotazione di portafoglio per Rocket Lab

L’universo delle società spaziali quotate a Wall Street può essere suddiviso in alcuni grandi segmenti, molti dei quali si sovrappongono, almeno in parte, alle attività di SpaceX.

Nel settore dei lanci spaziali il principale concorrente quotato è Rocket Lab, considerata da molti investitori la società più vicina al modello di business di SpaceX. Entrambe operano infatti nell’accesso allo spazio e nello sviluppo di vettori riutilizzabili, anche se con dimensioni e capacità ancora molto differenti.