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Pietro Amante

Il primo atlante su larga scala delle cellule senescenti potrebbe contribuire allo sviluppo di future terapie per le malattie legate all'età

Un consorzio di ricerca finanziato dai National Institutes of Health (NIH) USA ha creato un nuovo sistema per identificare e catalogare le cellule senescenti, ovvero le cellule che smettono di dividersi ma rimangono attive nell'organismo. Dal momento che queste cellule si accumulano con l'età e si ritiene che contribuiscano a molte patologie legate all'invecchiamento, i ricercatori stanno lavorando per comprendere meglio il ruolo che esse svolgono nella salute e nella malattia. In una raccolta di articoli pubblicata su Cell, il consorzio presenta il primo atlante completo delle cellule senescenti nel corpo umano, un passo fondamentale verso lo sviluppo di nuove terapie per le malattie legate all'età.

Nei tessuti sani, le cellule senescenti favoriscono la guarigione delle ferite e fungono da meccanismo di difesa, prevenendo la crescita dei tumori. Nella norma queste cellule vengono eliminate dal sistema immunitario, ma con il declino della funzione immunitaria dovuto all'età, le cellule senescenti si accumulano nell'organismo anziché essere eliminate. Nel tempo, esse rilasciano segnali dannosi che contribuiscono allo sviluppo di malattie croniche e altre patologie legate all'invecchiamento. Sebbene sia stato dimostrato che la rimozione di queste cellule riduca gli effetti dell'invecchiamento, la loro rarità e diversità ne hanno reso difficile lo studio.