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Giampaolo Chavan

All'ufficiale era stato diagnosticato un linfoma nel 2023. Il tribunale di Bolzano ha riconosciuto che la malattia è connessa alle esposizioni durante le i periodi in Afghanistan e Bosnia: «È una vittima del dovere»

Il tenente colonnello ha scoperto nel 2023 di essere malato di un tumore del sangue. Ha impiegato pochi attimi per ricondurre quella gravissima patologia alla sua esperienza da militare e alle missioni all’estero tra il 2001 e il 2014. In quel periodo, ha vissuto a stretto contatto con l’uranio impoverito, soprattutto in Bosnia. Ha così nominato due legali, Andrea Bava del foro di Genova e Thomas Wörndle, e ha dato il via all’azione legale davanti al giudice del lavoro di Bolzano, chiamando in causa il Ministero della difesa.

Le richieste della difesaHa chiesto prima di tutto che gli sia riconosciuto lo stato di «vittima del dovere». Poi ha chiesto una «speciale elargizione» e un vitalizio di mille euro al mese, previsto dalla legge del 2004 sulle norme a favore delle vittime del dovere. E per finire, ha chiesto un altro indennizzo mensile pari a 500 euro, approvato con un’altra legge del 1998, sempre a sostegno di chi ha contratto malattie durante l’esercizio della sua professione. La sentenza della giudice Eliana Marchesini gli ha dato ragione su tutto e così oltre ad incassare i 70.000 euro della «speciale elargizione» ha ottenuto anche i due vitalizi mensili. Il ministero dovrà pagare all’ufficiale anche gli interessi maturati dal centoventesimo giorno successivo alla presentazione della domanda amministrativa e 8.401 euro di spese legali.