Il sergente maggiore dell’esercito Marco Vergine non saprà mai com’è finita la sua battaglia giudiziaria, il contenzioso contro lo Stato per vedersi riconosciuta la malattia per causa di servizio che gli era stato negata dall’amministrazione militare. Il militare è morto il 29 maggio scorso a Mogliano Veneto nel Trevigiano a soli 48 anni per una grave forma di leucemia, contratta nei teatri di guerra. Lascia la moglie Eleonora, sposata il 7 luglio 2007 e la figlia minorenne. Il 4 giugno si sono svolti i funerali nella chiesa del Sacro cuore di Gesù a Mogliano Veneto, gremita di parenti e amici e tantissime divise dell’esercito. Alcuni militari erano provenienti anche dal Veronese dove il quarantottenne aveva prestato servizio nella caserma Duca di Montorio, una frazione alle porte della città scaligera. Vergine era arrivato al nord da Galatina vicino a Lecce, il paese dov’era nato nell’aprile del 1977. L'uomo, dopo aver conosciuto la moglie Eleonora, si era trasferito nel Trevigiano per entrare in servizio nel'84esimo battaglione di sostegno alle telecomunicazioni Consiglio di Treviso.
Missione in Kosovo, poi si ammala di leucemia: «Lo Stato mi risarcisca». Ma muore a 48 anni prima della sentenza
Treviso, il sergente Marco Vergine è deceduto a 48 anni. Si sarebbe ammalato dopo essere stato a contatto con l’uranio impoverito. L'avvocato: «I vertici non hanno fornito ai militari alcun dispositivo di protezione»










