VENEZIA - Tra il 1999 e il 2000 aveva prestato servizio nel Battaglione San Marco nei teatri di guerra dei Balcani nelle missioni di pace e come tanti è stato a contatto con l’uranio impoverito usato all’epoca nei proiettili e disperso nell’ambiente. Francesco Porcelluzzi si era ammalato tre anni fa di una forma tumorale che già aveva colpito centinaia di militari italiani. Ha tenuto duro in tutti i modi per la moglie e i tre figli ma alla fine il male ha avuto il sopravvento e ora la famiglia e i tantissimi amici ne piangono la scomparsa. A soli 45 anni.

Fisico possente, tatuato alla Mike Tyson, aveva un aspetto che poteva incutere timore, ma dietro quella scorza si nascondeva un animo buono e benvoluto da tutti. Aveva fatto il sostituto tassista per molti anni e nell’ambiente era molto conosciuto e aveva lavorato molto anche per la sicurezza privata nei locali ed era conosciuto, per via di un tatuaggio sulla mano, come “Checco Ragnatea”.

«Lui e tanti altri suoi commilitoni - racconta la moglie Silvia - sono stati certamente a contatto con l’uranio impoverito. Proprio due mesi fa avevamo firmato il mandato ad un avvocato per promuovere una causa contro lo Stato per il riconoscimento della malattia professionale. Purtroppo non ce l’ha fatta. Ha lottato tanto, con i denti. Aveva voglia di vivere per la famiglia per i figli Gianmarco di 21 anni, Emily di 17 e Mike di 7».