Cinque satelliti russi hanno effettuato una rara e costosa manovra orbitale per allinearsi quasi completamente a Iceye-X36, assetto della costellazione radar utilizzata anche dall’Ucraina. Non ci sono prove di intenti ostili, ma la configurazione raggiunta è compatibile con future operazioni di prossimità. Un caso che mette in luce la crescente rilevanza strategica della manovrabilità orbitale e la sempre più stretta interazione tra infrastrutture spaziali civili e militari. L’analisi del generale Lucio Bianchi

Negli ultimi mesi la comunità internazionale che si occupa di sicurezza spaziale ha osservato, con crescente attenzione, una serie di manovre orbitali effettuate da cinque satelliti russi della serie Cosmos. Si tratta di operazioni particolarmente insolite perché hanno comportato un cambio di piano orbitale in orbita terrestre bassa (Leo), una delle manovre più costose dal punto di vista energetico che un satellite possa compiere.

I satelliti coinvolti, Cosmos 2610, 2611, 2612, 2613 e 2614, operanti in orbita terrestre bassa (Leo) a circa 550 chilometri di quota hanno modificato la propria inclinazione orbitale di circa 0,8 gradi, passando da circa 97° a 97,8°. Questo cambiamento li ha portati a condividere quasi lo stesso piano orbitale di Iceye-X36, un satellite radar ad apertura sintetica (Sar) appartenente alla costellazione della società finlandese-americana Iceye, azienda che fornisce immagini satellitari utilizzate anche dall’Ucraina nell’ambito del conflitto con la Russia.