Mirafiori Polo di riferimento per l’innovazione del gruppo e, insieme a Pomigliano, hub strategico per la produzione delle auto di piccole dimensioni. È questa la prospettiva delineata da Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, per il futuro di Mirafiori durante l’incontro di ieri a Roma con i rappresentanti dei lavoratori. «Il nuovo piano strategico - ha spiegato il manager - rappresenta un’evoluzione naturale e ancora più ambiziosa del percorso già intrapreso con il Piano Italia, confermando e rafforzando tutti gli impegni assunti.» Dimostra concretamente come Stellantis sappia coniugare radici locali e dimensione globale». Impegni che, ha aggiunto Cappellano, «sono stati mantenuti e, in molti casi, superati con il nuovo piano strategico». Quali produzioni sono confermate a Mirafiori Nel piano del gruppo per il polo, dove accanto alla produzione della Fiat 500 nelle versioni ibrida ed elettrica convivono diverse attività - dal polo dedicato alla circular economy al Battery Technology Center, fino all’headquarter europeo con la storica palazzina centrale destinata a riaprire nel 2027 - sono state confermate le produzioni della 500 elettrica e ibrida, oltre allo sviluppo della futura generazione del modello. L’azienda ha inoltre evidenziato una crescita dei volumi rispetto al 2025: nei primi tre mesi del 2026, con circa 15 mila vetture prodotte, è già stato raggiunto il livello dell’intero anno precedente. Un ritmo che dovrebbe consentire di arrivare a 70 mila auto prodotte a Torino entro fine anno. Nuova batteria Fiat 500 e obiettivi del 2027 Tra le novità annunciate figura anche l’introduzione di una nuova batteria per la 500, che sarà assemblata a Mirafiori entro il 2027. La nuova tecnologia dovrebbe garantire prestazioni superiori e, allo stesso tempo, una riduzione dei costi di produzione, contribuendo a rendere il modello più competitivo e accessibile. Un elemento considerato strategico per rilanciare le vendite della city car, penalizzate negli ultimi anni dagli elevati costi della mobilità elettrica. Ogni sito italiano del gruppo, ha proseguito Cappellano, «avrà un ruolo preciso nella nostra visione». Per Mirafiori questo significa assumere una posizione centrale «nell’innovazione industriale del gruppo». Perché i sindacati contestano il piano industriale di Mirafiori Le rassicurazioni dell’azienda, tuttavia, non convincono le organizzazioni sindacali, che continuano a chiedere maggiori garanzie sui livelli occupazionali e sull’assegnazione di nuove produzioni. La Fiom-Cgil, per denunciare le politiche «deludenti» dell’azienda e soprattutto il silenzio di Comune e Regione, ieri mattina ha organizzato un presidio sotto il grattacielo della Regione con circa 500 lavoratori. «Ancora una volta è stato ribadito che per Mirafiori e Torino non sono previsti né nuovi modelli né una nuova linea di produzione. Il silenzio delle istituzioni, nazionali e locali, è imbarazzante. Un’intera regione, con epicentro Torino, senza investimenti avrà davanti a sé soltanto il declino industriale», attaccano il segretario torinese della Fiom, Edi Lazzi, e il responsabile Fiom per Mirafiori, Gianni Mannori.
Il futuro di Mirafiori: auto piccole, batterie e riciclo. I sindacati: “Garanzie insufficienti”
Il responsabile europeo di Stellantis disegna il domani della fabbrica, l’obiettivo è arrivare a produrre 70.000 vetture. Le critiche: «Servono nuovi modelli p…








