di Valentina Tessera
Alcune tipologie risultano particolarmente adatte. Altre, invece, tendono a perdere consistenza. Ecco quali si possono mettere in freezer e le regole da seguire per una conservazione ottimale
Per prolungare la vita della frutta fresca, il freezer rappresenta una delle soluzioni più semplici e immediate. Tuttavia, ciò non significa che una mela possa essere trattata allo stesso modo delle more o dei mirtilli: il congelamento incide sulla consistenza della polpa, e non tutte le varietà reagiscono in maniera analoga alle basse temperature. Ecco quali prediligere e come conservarle correttamente.Le differenze di resaCongelare la frutta è un modo efficace per ridurre gli sprechi e conservare più a lungo prodotti che, soprattutto nei mesi caldi, hanno una finestra di consumo abbastanza limitata. Bisogna però tenere presente che, se da un lato il passaggio in freezer rallenta quasi completamente i processi di deterioramento, dall’altro, non lascia gli alimenti del tutto immutati. La differenza più significativa si riscontra nella consistenza: il freddo intenso favorisce la formazione di cristalli di ghiaccio all’interno dei tessuti vegetali, con effetti soprattutto sulla struttura della polpa che, una volta riportata a temperatura ambiente, risulta generalmente meno soda e compatta. L’ideale è utilizzarla come base per frullati, sorbetti, composte e dessert. Nulla vieta di consumarla al naturale, mettendo comunque in conto una texture diversa rispetto a quella del prodotto fresco. La frutta che si presta meglio al congelamentoI risultati migliori si ottengono con i piccoli frutti: mirtilli, lamponi, more e ribes hanno un’ottima tenuta, e possono essere congelati interi con estrema facilità. Anche fragole, ciliegie, albicocche, pesche, mango e banane offrono una buona resa. Prima di procedere, è preferibile eliminare le parti non edibili — buccia, noccioli, semi — e tagliare la polpa a fette o a rondelle: un accorgimento che consente non solo di ottimizzare lo spazio, ma anche di velocizzare il successivo utilizzo. Diverso il discorso per gli agrumi. Piuttosto che conservare il frutto intero, conviene congelarne gli elementi più utili in cucina: il succo, e la scorza. Il primo può essere estratto e porzionato all’interno di stampi per il ghiaccio; la seconda, grattugiata e sigillata in un contenitore ermetico. La frutta meno indicata al congelamento I frutti particolarmente ricchi d’acqua, come anguria, melone, ananas, kiwi e uva sono quelli che meno si prestano alla conservazione in freezer. A risentirne non è tanto il sapore — che rimane gradevole — quanto la texture che, invece, si presenta cedevole e poco adatta al consumo a crudo. Anche mele e pere non figurano tra le candidate ideali. Il freddo accentua la loro naturale tendenza a sviluppare una consistenza farinosa; perciò, se si opta per questa soluzione, è consigliabile destinarle a preparazioni che prevedono la cottura, come torte e biscotti. Come congelare la frutta in modo correttoLa buona riuscita dipende innanzitutto dalla materia prima. Nessun ortaggio troppo maturo, ammaccato o già in fase di deterioramento migliora con il congelamento: il freezer ne blocca semplicemente lo stato al momento della conservazione. Dunque, è fondamentale scegliere frutta sana, integra, e al giusto grado di maturazione. Dopo il lavaggio, è importante asciugare con cura: l’umidità residua favorisce la formazione di cristalli di ghiaccio, che possono compromettere consistenza e sapore.









