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Margherita De Bac

Il professore: «La mattina mi sgranchisco seguendo le indicazioni di una App. Non ho perso la mia curiosità»

È una bella giornata. A Roma splende il sole. Lui è seduto sul divano, circondato da mobili e quadri disposti con gusto. Le vetrate danno sul giardino, di tanto in tanto il gattone rosso fa capolino, impegnato in una caccia alla lucertola. Sorride dolcemente Leonardo Santi, figura fondamentale per la ricerca sui tumori in Italia, «inventore» della prevenzione oncologica.

«Sono nato a Pisa il 3 aprile del 1926. Papà Luigi apparteneva a una famiglia benestante della Garfagnana. Aveva fatto la guerra del 15-18, in Marina, poi si laureò in Medicina. Da Lucca si trasferì a Pisa per aprire un ambulatorio dedicato alle alterazioni patologiche del sistema venoso, si occupava in particolare di varici. Poi ne aprì un secondo a Genova e tutta la famiglia lo seguì. L’ho perso che avevo sedici anni, morto di un’infezione prima che arrivasse in Italia la penicillina. Non dimentico le mie origini toscane, però mi sento genovese a tutti gli effetti».