Nel 1994 in America tre furono i gadget legati ai Mondiali che piacquero di più ai tifosi: il porta-lattina termico della Budwaiser a forma di pallone ufficiale della manifestazione, il modello Questra di Adidas; il bavaglino per bambini con la mascotte di Usa ’94, Striker – sia nella versione tradizionale, sia in quella con le maglie delle altre Nazionali –, e la bombetta fatta a pallone. Tutte e tre andarono sold out nel giro di qualche settimana.Trentadue anni dopo il porta-lattine, anch’esso termico, della Miller – grande circa una volta e mezzo un pallone regolamentare e capace di contenere 12 lattine – ha confermato che gli americani apprezzano ancora il calcio se accompagnato da lattine di birra. E poco male se in questo lasso di tempo il consumo annuo pro capite sia passato da 94 a 75 litri. Durante i Mondiali si beve di più, va così da sempre. Il gadget, non ufficiale, è andato a ruba in pochissimi giorni, grazie anche il prezzo basso (20 dollari) e le offerte a tempo online “sino a esaurimento scorte”, durate tutte poche decine di secondi.Se i copricapi in America stanno perdendo da decenni quote di mercato, eccezion fatta per i cappellini da baseball che ancora piacciono agli americani – grazie o nonostante lo sfoggio continuo di Donald Trump –, tanto che gli unici prodotti per i Mondiali 2026, ufficialmente e no, sono proprio i cappellini da baseball, ciò che è cambiato in questi trentadue anni è la sparizione dei bavaglini. Non ce ne sono nel merch ufficiale né in quelli legati agli sponsor principali della rassegna iridata. D’altra parte puntare sui bavaglini sarebbe stato un azzardo in un paese, gli Stati Uniti d’America, che ha toccato nel 2025 il minimo storico di nascite, 3,6 milioni, secondo i dati del Centers for disease control e prevention. Per i bambini sono rimasti pupazzetti in peluche, tutine da neonato – assai poco vendute – e borracce colorate per l’acqua perché anche gli Stati Uniti stanno iniziando ad accorgersi che la plastica è un bel problema.Se i gadget per bambini sono o scomparsi o poco gettonati, stanno andando alla grande i completini per cani. Le vesti da cani, dalla XS alla XXL, che Adidas ha realizzato adattando in piccolo le divise ufficiali di Argentina, Colombia, Messico e Stati Uniti sono andate già quasi tutte sold out (ne rimangono un po’ di quelle della Nazionale di Messi). La grande maggioranza sono state vendute negli States.In America il mercato legato al mantenimento degli animali domestici è in continua ascesa e ha toccato nel 2025 i 155 miliardi di dollari (e secondo le stime dovrebbe arrivare ai 166 miliardi di dollari nel 2026), il 60 per cento circa legato ai cani. Un aumento di spesa che supera l’aumento dell’inflazione e non è dovuto nemmeno dall’aumento del numero di animali domestici nel paese, pressoché stabile negli ultimi anni. Ad aumentare, vertiginosamente, è la componente dell’oggettistica e dei gadget per animali, arrivata a rappresentare circa il 26 per cento totale del costo di mantenimento di un cane. Per quanto riguarda i gatti questa componente ondeggia da anni tra il 3 e il 5 per cento.
Cosa ci dicono della società americana le vendite dei gadget dei Mondiali
Come durante la Coppa del mondo del 1994, gli americani fanno incetta di palloni porta lattine di birra. A differenza di 32 anni fa però sono scomparsi i bavaglini per bambini e si vendono moltissime magliette per cani














