Per un calcio popolare, giusto e identitario: le maglie pensate dal sindaco di New York costano 50 dollari sono cucite a mano a Brooklyn e trasformano piccioni, taxi e caffè nei simboli fashion dei Mondiali 2026

Le maglie dei Mondiali 2026 più desiderate a New York, una delle sedi ufficiali del torneo, non sono quelle ufficiali. Non portano nessun logo, non costano centinaia di dollari e non si trovano sugli scaffali dei grandi store. Sono una piccola collezione da 50 dollari lanciata direttamente dal sindaco della città, Zohran Mamdani, pensata per dare a tutti i cittadini — da Brooklyn al Bronx — la possibilità di festeggiare il torneo senza spendere cifre folli. Vendute praticamente al prezzo di produzione, sono già diventate l’oggetto del desiderio della città.

La Bapple, il piccione e i colori di New York

Il progetto grafico è della designer Arsh Raziuddin, che insieme al team creativo di City Hall ha trasformato le maglie in un racconto visivo della vita newyorchese. Ogni dettaglio è un simbolo che chi ha vissuto a New York riconosce all’istante. Il piccione sulla spalla — bistrattato, onnipresente, iconico — e la Bapple: un gioco di parole tra Big Apple e Ball che fonde la forma della mela con il pattern esagonale di un pallone da calcio.