“Ne ho preso coscienza in maniera razionale una sera, a cena”, racconta Laura, mamma di Giulia, 15 anni, e di una figlia più piccola (i nomi sono di fantasia, ndr). “Eravamo sedute una di fronte all’altra e, parlando di cose banali, come i film che ci piacciono, Giulia ha iniziato a contestare quello che dicevo”. Non si è trattato di un confronto acceso o di un vero litigio. “Stavamo parlando di preferenze personali. Eppure, lei ha tenuto a sottolineare che cambiavo idea troppo spesso, come se fosse una prova di incoerenza”. A tavola nessuno ha raccolto la provocazione, la conversazione è proseguita, ma Laura ha preso nota. “Non erano tanto le parole, quanto lo sguardo. Nei suoi occhi, che di solito sono molto dolci, ho visto una durezza che mi ha stupita”. Ripensandoci, non è stato tanto l’episodio in sé a lasciarle una certa amarezza, quanto il modo in cui si è inserito nella normalità della serata. “Era tutto apparentemente tranquillo, una conversazione come mille altre, ma sotto c’era una tensione sottile, come se mi stesse mettendo alla prova”. Laura ha lasciato correre: “Non volevo trasformare una piccola cosa in un conflitto. Però, ho iniziato a osservare meglio quello che succedeva tra noi”.
“Giulia, 15 anni, reagisce male a ogni mia richiesta e non perde occasione per criticarmi”
La nostra lettrice Laura racconta il disagio di sentirsi presa di mira dalla figlia, anche quando il motivo sembra risiedere altrove







