HomePratoCronacaPrato, ecco chi è il capo della malavita. Dalle imprese alla Dogaia, le alleanze produttive con i clanA capo della banca clandestina ci sarebbe stato un cinese, Pan Keke, già condannato a Venezia. Aveva scontato parte della pena a Prato dove aveva intessuto rapporti con criminali localiLe intercettazioni ambientali della squadra mobile: lo scambio dei soldi fra i vari componenti della banca clandestinaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPrato, 16 giugno 2026 – Un nome che era noto alle cronache giudiziarie, soprattutto quelle Venete, dove Pan Keke, 50 anni, detto ’Luca’, aveva trasformato una intera strada a Mestre in una vera e propria “via del piacere” con centri massaggi e prostitute. Adesso il suo nome torna a circolare nella nuova inchiesta della squadra mobile di Prato e della Dda di Firenze su una presunta organizzazione criminale che gestiva in città una vera e propria banca clandestina.
L'elicottero della polizia
E a capo della presunta banca illegale ci sarebbe stato lui, il boss di Mestre (come era stato definito), Pan Keke che avrebbe intrattenuto rapporti non solo con i connazionali che si avvalevano dei “servizi” della banca, ma anche dei vari collaboratori e dei referenti delle mafie albanesi e italiane coinvolte nelle indagini. Insieme a lui sono finte nei guai altre 40 persone, italiani, cinesi e albanesi. Pan Keke, però, sarebbe stato il personaggio chiave, colui che aveva messo in piedi il trasferimento di denaro “volante”.










