ROMA. «L’obiettivo è crescere», dice Roberto Vannacci. E per riuscirci, il leader di Futuro nazionale sa che dovrà continuare a far parlare di sé, ottenere titoli di giornale, spostare il limite dell’inaccettabile ogni giorno più in alto. Anche al costo di normalizzare la brutalità. Anche al costo di dire qualcosa in cui, in fondo, non crede nemmeno lui. Tutto per continuare ad aggregare intorno a sé pezzi di elettorato dimenticati, delusi, arrabbiati, e continuare a crescere.
Il prossimo passo, nella testa dei suoi fedelissimi, è ottenere il consenso della comunità No-Vax. Già domenica scorsa, quando Vannacci riunisce le sue truppe a Roma, gli racconta a lungo lo strampalato programma di governo del suo partito, ma il tema dei vaccini emerge dalla platea. Appena concluso l’intervento del leader, mentre partiva la musica di chiusura e in sala ci si salutava, un militante va verso il palco e protesta: «Non ha detto nulla sui vaccini!». Interviene allora Lorenzo Gasperini, il responsabile del Programma di Futuro nazionale, pronto a offrire rassicurazioni: «Vuole sapere quanti vaccini Covid mi sono fatto io? Zeeero!», risponde con una certa fierezza. E lo ripete, casomai non fosse chiaro, stavolta tendendo verso il militante la mano con indice e pollice chiusi in un bel cerchio: «Zeeero!». Il No-Vax, seppur rinfrancato dalla consapevolezza di non essere finito nel partito sbagliato, non sembra ancora soddisfatto: «Ma allora fategli dire qualcosa». Gasperini lo rassicura: «Stia tranquillo, il generale ne parlerà a breve. Dirà la sua posizione sui vaccini».










