Roma, 16 giugno 2026 – La “Mission Impossible” di Giorgia Meloni è ufficialmente iniziata a Évian-les-Bains. La cena inaugurale del G7, però, parte con uno scivolone diplomatico di stile: a giudicare dalle foto, i posti a tavola sono stati distribuiti senza troppa eleganza, isolando visivamente le poche leader donne presenti — Meloni, la premier giapponese Sanae Takaichi e Ursula von der Leyen – dal resto dei partner. Per la leader di FdI la sfida è doppia, e l’obiettivo numero uno si chiama Donald Trump. C’è da ricucire un rapporto logorato dal rifiuto italiano sulle basi per le missioni di guerra, vissuto dal capriccioso Donald come un affronto. A Palazzo Chigi e alla Farnesina si respira ottimismo: un bilaterale della pace sembra a portata di mano. Sarà vero? Intanto, a Évian, l’americano si è sbracciato in complimenti per “l’amico speciale” Emmanuel Macron.
Segnali di distensione arrivano invece da Washington, dove il ministro Guido Crosetto ha incontrato l’omologo statunitense Pete Hegseth. Un colloquio in salita e con stretti margini di manovra per il titolare della Difesa, ancora tallonato dalle voci — smentite da Tajani — di una sua minaccia di dimissioni per i tagli ai fondi del comparto. In compenso, a Hegseth – che chiede un riequilibrio nell’Alleanza, cioè un maggiore impegno armato europeo, e all’Italia di fare di più nella Nato – Crosetto risponde positivamente, affermando che per una Nato forte ci vuole un’Europa forte, e soprattutto con la promessa di mettere in divisa 40.000 riservisti in più entro il 2033. Un impegno che non piacerà neanche un po’ né a Salvini né a Giorgetti. Strada sbarrata sul Purl, l’acquisto di armi americane; qualche spiraglio sembra invece ancora aperto sull’accesso al Safe, il prestito agevolato europeo. Alla fine, Hegseth lancia segnali di pace: “Siamo particolarmente grati per il sostegno costante che il vostro governo e il popolo italiano dimostrano nell’ospitare le forze statunitensi in Italia”. Significa che gli Usa non ritireranno truppe dalle nostre basi, come si accingono a fare in Germania. Per Roma è un’ottima notizia: il contenzioso sull’uso di quelle installazioni sembra ormai ai titoli di coda. La risposta definitiva arriverà già nelle prossime ore. Giorgia Meloni al G7 summit a Evian












