«Se dobbiamo andare in carcere, sarò il primo ad andarci», ha detto dal palco di Freedom Park, a Bengaluru, il fondatore del Cockroach janta party, Abhijit Dipke, domenica 14 giugno. Nonostante la pioggia, oltre 500 persone si sono radunate per chiedere le dimissioni del ministro dell’Istruzione, Dharmendra Pradhan, dopo diversi scandali nel settore dell’educazioneo: dalla fuga dei test nell’esame nazionale di ammissione a medicina (NEET), al caricamento di fogli di risposta errati nella correzione digitale del CBSE, uno degli esami nazionali delle scuole superiori propedeutico all’iscrizione all’università.

Sul palco erano presenti anche l’attivista per i diritti all’istruzione Sonam Wangchuk e l’attore Prakash Raj. Per Wangchuk, incarcerato in passato per le sue campagne nella zona ecosensibile del Ladakh, è arrivato il momento di dichiarare che «l’India non è più una democrazia. È diventata un paese totalitario». Mentre Prakash Raj, noto per le sue posizioni critiche verso il governo centrale, ha spiegato che «i giovani di questo paese hanno deciso di lottare. La gente anziana che sta governando oltre l’età della pensione deve andarsene. I giovani stanno lottando per il futuro».

Dipke, il leader del movimento, ha dato alla protesta anche un carattere esplicitamente anticomunitarista, affermando che il movimento non sosterrà campagne che dividano lungo linee religiose, in contrasto con il maggioritarismo hindu del governo nazionale guidato dal Bjp, il partito del primo ministro Narendra Modi.