Parole strazianti, che confermano le condizioni di frustrazione in cui ha vissuto gli ultimi giorni di vita. Tre audio spediti a un uomo, parole cariche di sconforto, scandite dal pianto, da interrogativi disperati: «Hai preso tutti i soldi fino all’ultimo centesimo, tutti gli orologi, perché? Perché? Anche il motorino ti sei portato via, non ti ho fatto nessuna denuncia, eppure dicevi che mi amavi». Sono le parole di Luana Di Raffaele, una donna trovata priva di vita il 26 marzo del 2025 all’interno della sua abitazione nella zona di Mergellina nota come Torretta. Aveva 44 anni, abitava in via Cucca, faceva la traduttrice e dava lezioni di lingue straniere. Un caso riaperto a maggio scorso, grazie al gip che ha rigettato la richiesta di archiviazione da parte del pm e ha disposto indagini su una precisa ipotesi investigativa: istigazione al suicidio, alla luce di testimonianze raccolte, di alcune intercettazioni.
Le rivelazioni Ora spuntano tre audio, quelli in cui Luana si rivolgeva al suo ex fidanzato, improvvisamente scomparso dopo averle sottratto soldi, beni preziosi e finanche lo scooter. Sono stati acquisiti dalla memoria del cellulare della donna, anche grazie alle indagini difensive del penalista Carlo De Pascale, che assiste Anna Gison, madre della donna deceduta. Tre clip audio che rappresentano una sorta di conferma della pressione subita da Luana negli ultimi giorni di vita. Ed è stata proprio la mamma di Luana, due mesi fa a confermare una serie di sospetti sul possibile condizionamento esercitato sulla 44enne: «Non ho mai creduto alla pista del suicidio, mia figlia era finita al centro di una trama dolorosa». Dunque un ex fidanzato, poi l’attuale fidanzato. Due storie travagliate, entrambe segnate da scenari poco chiari. Opacità che hanno spinto lo scorso maggio il giudice per le indagini preliminari Lucia De Micco a riaprire formalmente il caso. Ed è stato proprio il giudice, nel rimandare gli atti al pm, ad indicare alcuni spunti investigativi: si parte dalla presenza di un uomo poche ore prima della morte di Luana. O meglio: da una sagoma maschile che viene avvistata nei pressi del basso in cui viveva la donna, poche ore prima che della 44enne sparisse ogni traccia.Morte Luana di Raffaele, la mamma: «Era piena di vita, non si è uccisa trovate il suo assassino: voglio giustizia»Chi era quell’uomo? Pare fosse entrato in casa, erano state avvertite delle urla, nel corso di un probabile litigio. Poi il nulla. Non è neppure chiaro quando è morta la donna. Spiega il giudice: «La vicina di casa Mariarca Di Mauro (che ovviamente non è indagata, ma va considerata una possibile testimone) dice di aver udito alle ore 19.30 del 26 marzo 2025 un forte tonfo provenire dall’appartamento di Luana Di Raffaele e delle urla strazianti provenienti presumibilmente da un soggetto maschile». Un elemento di particolare significato, anche perché questa storia è interamente scandita da pressioni e violenze. Ed è sempre Anna Gison, madre di Luana, a ricordare un particolare: «Non poteva togliersi la vita, anche la dinamica di una presunta impiccagione non regge, non può reggere». Ed è il giudice a raccogliere questo tipo di suggestione, disponendo una «perizia tecnica dell’abitazione in cui viveva la vittima, affinché vengano effettuati dei rilievi necessari a stabilire se fosse possibile che la conformazione dei luoghi potesse consentirle di realizzare la dinamica come emersa e descritta dalla perizia autoptica». L’appello Ma torniamo alla storia dei tre audio che sono stati ricavati dalla polizia giudiziaria. Viene confermato, tra le lacrime di Luana, l’esistenza di un movente economico. Il giudice ha chiesto anche che venissero identificati i soggetti che hanno ruotato nella vita di una donna rimasta da sola a confrontarsi con pressanti richieste economiche. Si sente la sua voce, in uno dei tre audio, scandire un concetto: «Dicevi che non ti interessavano le cose materiali, che non volevi altro che me, invece mi hai portato via tutto. Di questo passo mi costringi ad uccidermi». Parole che possono reggere l’ipotesi di istigazione al suicidio, sempre che - a furia di scavare - non venga identificato l’uomo che si è inserito nella vita di Luana poche ore prima che finisse la sua vita.






