HomeBolognaCronacaA piedi da Sant’Anna a Monte Sole: il Cammino delle stragi nazifascisteMarcia inaugurale dal 20 giugno al 1° luglio. La Regione: “Facciamo della memoria un’esperienza viva”L’assessora Gessica Allegni, al centro, con Alessandra Nardini e Carlo PudduRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciMarzabotto, 15 giugno 2026 – Approderà a Marzabotto il 1° luglio la marcia inaugurale sul ’Cammino ’44 Sant’Anna di Stazzema-Monte Sole’, che unisce i due borghi diventati loro malgrado simbolo della Resistenza, in particolare delle stragi di cui nazisti e fascisti costellarono la loro ritirata negli anni tra il ’43 e il ’45. Dodici giorni, 180 chilometri, 270mila passi congiungono inizio e fine del Cammino ’44, voluto dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con la Regione Toscana, e realizzato a cura di Liberation Route Europe, itinerario culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa, che dà così alla luce il suo primo percorso italiano. In Emilia il Cammino ’44 attraverserà i territori di Porretta Terme, Riola, Grizzana Morandi, per arrivare infine a Monte Sole e Marzabotto e a Vado, parte del comune di Monzuno.
Monte Sole non è l’unico luogo della memoria in territorio bolognese: il Cammino tocca infatti anche Grizzana Morandi (teatro nel luglio del ’44 del massacro di 39 persone) e Savignano, dove nel settembre del ’44 furono uccisi nove civili. Stragi entrambe terribili ma comunque non paragonabili alla vera e propria settimana di orrore che tra il 29 settembre e il 5 ottobre del ’44 travolse Monte Sole: alla fine degli eccidi furono 770 i civili massacrati dalle SS con la complicità dei fascisti. “Tra loro c’era anche il piccolo Valter Cardi, di appena quattordici giorni”, ricorda l’assessora alla Cultura Gessica Allegni, affiancata dall’omologa toscana Alessandra Nardini, titolare di Educazione e Cultura della Memoria. “Era una bambina anche la sorella di Adele e Siria Pardini, sopravvissute alla strage di Sant’Anna di Stazzema, che saranno presenti il 20 giugno alla partenza dalla Toscana dei primi ’camminatori’”, spiega per Liberation Route Europe il direttore Carlo Puddu.









