La partita mediorientale si chiude senza un vero vincitore sul campo, ma con l’emergere di una leva di pressione capace di eclissare persino l’incubo nucleare: lo Stretto di Hormuz.

A tracciare un bilancio severo delle tensioni recenti e del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è il generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare e oggi presidente della Fondazione Icsa.

Secondo Tricarico, che ha parlato all'Adnkronos alla luce delle ultime indiscrezioni, la contesa si sarebbe conclusa con un sostanziale “pareggio”, che nasconde però un “collasso sonante e strategico degli Stati Uniti” e il totale fallimento dell’amministrazione Trump.

I quattro obiettivi iniziali fissati da Washington — liberare la popolazione iraniana dal regime, impedire la disponibilità dell’arma atomica, neutralizzare la capacità missilistica di Teheran e recidere l’asse con Libano, Gaza, Yemen e Iraq — non risultano infatti conseguibili.

L’unico, esiguo risultato per gli USA è aver costretto il regime iraniano a sedere al tavolo dei negoziati.