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Una scoperta casuale, fatta su un tram nel pieno della mattina milanese, ha portato alla luce un caso che ha rapidamente infiammato i social network e costretto ATM, l'Azienda Trasporti Milanesi, ad aprire un'indagine interna. Al centro della vicenda: fotogrammi estratti dai circuiti di videosorveglianza di bordo, ritraenti parti del corpo di donne ignare, circolati all'interno di una chat WhatsApp tra dipendenti della società, corredati da commenti di natura sessista e frasi oscene.

I fatti risalgono a sabato mattina, quando la testimone, mentre viaggiava sul tram 15 in direzione Rozzano partendo da piazza Duomo, si è seduta accanto a un uomo in divisa da autista. L'uomo era in pausa, ma aveva il telefono ben visibile in mano. La giovane passeggera, sedutasi nel posto accanto, ha iniziato a percepire qualcosa di stonato: quello che scorreva sullo schermo non assomigliava né a messaggi privati né a comunicazioni di servizio. Erano immagini di donne sedute o in piedi sui tram, estrapolate dalle telecamere di sorveglianza di bordo, che venivano condivise all'interno di un gruppo WhatsApp e accompagnate da frasi a sfondo erotico.

La chat, come ha poi ricostruito la testimonianza raccolta e diffusa pubblicamente, era denominata "Staff Ticinese" e al suo interno si vedevano foto con parti intime di donne e commenti sessisti. La passeggera ha compreso immediatamente la gravità di ciò che stava osservando: quelle immagini sicuramente non erano state scattate con il consenso delle protagoniste, né per ragioni di sicurezza. Erano state carpite a donne ignare, usate per intrattenimento degradante tra colleghi. Ha quindi deciso di non tacere e ha segnalato l'accaduto ad ATM.