Un telefono in mano e il corpo delle passeggere divulgato senza consenso. A Milano esplode il caso di una chat sessista tra dipendenti di Atm, l'azienda dei trasporti del capoluogo lombardo. La denuncia è partita da una passeggera del tram 15 ed è stata rivelata dalla newsletter “Rassegna Stanca” di Carlotta Vagnoli. La donna ha fotografato una chat tra un dipendente – riconoscibile perché «in divisa atm» – e altri colleghi, dentro a un gruppo dal nome “Ticinese Staff”.
Nella segnalazione si fa riferimento a «fotogrammi di gambe, volti, seni e cosce di donne ignare». L’azienda di trasporti ha dichiarato in una nota di essersi «attivata per fare piena luce sull'episodio e verificare il corretto uso degli strumenti aziendali». Secondo quanto ricostruito dalla testimone, infatti, le immagini sarebbero «riprese dei video del circuito di sorveglianza in disposizione a ogni tram». «Agiremo – si legge nella nota aziendale – in ogni sede opportuna rispetto a qualsiasi irregolarità commessa».
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Un caso analogo, sempre a Milano, risale al 2023. Nell’agenzia di di comunicazione We Are Social venne scoperta una chat, a cui erano iscritti solo i maschi dell'azienda, in cui si scambiavano commenti sessisti e foto di colleghe in bikini ignare, accompagnate da classifiche su chi avesse il fondoschiena migliore.










